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La Riforma Agraria in Sardegna
Data: 24/08/2007
Categoria articolo: Storia, cultura e mostre in Sardegna
a cura di 2007 Regione Autonoma della Sardegna
La Riforma Agraria in Sardegna Nel 1946, col secondo governo De Gasperi e Antonio Segni ministro dell'agricoltura, fu emanato un complesso di leggi per realizzare il progetto di riforma agraria. La riforma venne attuata in Sardegna grazie a uno stralcio dal disegno generale e, nel maggio del 51, nasceva l'Etfas, Ente per la trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna.
 Foto Una selezione di immagini tratte dall'archivio delle foto storiche dell'Etfas, uno degli Enti protagonisti della Riforma Agraria in Sardegna. Immagini catalogate e digitalizzate per realizzare questo documento storico.
La riforma agraria
I grandi lavori di bonificaIl progetto prese forma con l'esproprio delle terre incolte, l'esecuzione di vasti e organici piani di colonizzazione e di trasformazione, la creazione di importanti infrastrutture. Ebbero luogo colossali lavori di bonifica. Zone paludose impraticabili furono liberate dagli acquitrini. La realizzazione di dighe, canali, acquedotti e strade diede alle campagne un volto nuovo.
Lavorazione del terrenoSeguirono ovunque lavori di dissodamento e dicioccamento, furono impiantate fasce frangivento e iniziò la messa a coltura delle terre. Una vasta superficie fu impiantata con vigneti, oliveti, agrumeti, frutteti e boschi. I pascoli furono migliorati e si realizzarono seminativi asciutti e irrigui. Oltre 65.000 ettari di terreno erano pronti per essere consegnati ai contadini.
Case rurali, borgate e centri servizioUn'altra importante serie di opere era costituita dalla rete di infrastrutture essenziali non soltanto alla coltivazione della terra ma anche alla stessa vita dei contadini che vi avrebbero abitato. Nacquero le borgate, centri residenziali dotati dei servizi indispensabili per la vita civile degli assegnatari, con scuole, strade, acquedotti e servizi.
Consegna dei poderiCon l'assegnazione ai contadini dei poderi derivanti dagli espropri, prendeva forma il progetto di Riforma Agraria. Spesso, nel corso delle numerose manifestazioni organizzate per le assegnazioni, presenziava lo stesso Antonio Segni, autore della riforma, assieme a numerosi rappresentanti del governo.
AssegnatariGli assegnatari si insediarono nelle campagne dando vita ad un tessuto sociale rurale fino ad allora poco presente. Ogni assegnatario aveva l'obbligo di coltivare il fondo e doveva dimostrare di essere in grado di produrre quantità minime tali da garantire un reddito per il sostentamento familiare. In ogni caso doveva conseguire rapidamente ogni possibile conoscenza in materia tecnica, di gestione aziendale e di adattamento ad una nuova vita comunitaria.
Attività socialiLa riforma non era conclusa. Numerosi interventi furono effettuati per organizzare nel modo più idoneo la vita aziendale, familiare e collettiva dei nuovi agricoltori. Numerose iniziative, rivolte agli assegnatari e alle loro famiglie, elevarono il livello culturale generale nelle campagne e diedero impulso all'attività produttiva del settore.
Impianti industrialiNacquero i primi centri di lavorazione industriale dei prodotti agricoli, come gli enopoli di Santa Maria La Palma e di Castiadas o la Centrale del Latte Etfas.
Nel sito della Regione Sardegna e' possibile vedere questi sei filmati realizzati dal regista Fiorenzo Serra, uno dei piu' grandi documentaristi sardi, e da Alessio Torrese:
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