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Nuoro, Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde
Data: 23/09/2007
Categoria articolo: Musei
a cura di 2007 Regione Autonoma della Sardegna
Nuoro, Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde
Informazioni Indirizzo: via A. Mereu 56, 08100 Nuoro; telefono: 0784 257035/242900; fax: 0784 253943/37484 Ente titolare: Regione Autonoma della Sardegna - Istituto Superiore Regionale Etnografico, Via A. Mereu 56, 08100 Nuoro Orari: dal 1 ottobre al 14 giugno 9,00-13,00 e 15,00-19,00 (inclusi i festivi); dal 15 giugno al 30 settembre 9,00-20,00 (inclusi i festivi) Biglietto: ¤ 3,00 (comprensivo di una copia del fascicolo illustrativo del Museo, disponibile in italiano, sardo e inglese), ¤ 1,00 (visitatori sotto i 18 e sopra i 60 anni di età, comprensivo di una copia del fascicolo illustrativo del Museo, disponibile in italiano, sardo e inglese) Esenzione biglietto: ingresso gratuito, comprensivo di una copia del fascicolo illustrativo del Museo, per gruppi o comitive di studenti e docenti accompagnatori delle scuole italiane di ogni ordine e grado, statali e non statali, previa presentazione di apposita richiesta di visita firmata dal capo di Istituto. Sito internet: www.isresardegna.org e-mail: isrenuoro@interbusiness.it
Il museo Nel Museo sono rappresentati tutti gli aspetti della cultura materiale della Sardegna tradizionale (abiti, gioielli, manufatti tessili e lignei, armi, maschere, pani, strumenti della musica popolare, utensili e strumenti domestici e di lavoro, ecc.). Particolare attenzione è anche rivolta alla rappresentazione dei beni immateriali (religiosità popolare, feste superstizione, carnevali tradizionali, musica, canto e danza, ecc.). Le collezioni comprendono circa 8000 reperti, risalenti in gran parte al periodo compreso tra la fine dell'Ottocento e il primo cinquantennio del Novecento. Sono esposti circa 80 abiti maschili e femminili e diversi capi d'abbigliamento infantile, tutti autentici e realmente utilizzati prima dell'acquisizione museale. Sono rappresentativi delle tipologie delle diverse subregioni storico-geografiche dell'isola e vengono esposti a rotazione sia a fini conservativi sia per rendere possibile la fruizione della gran parte della collezione. È presentata una vastissima collezione di gioielli e amuleti del Museo. Molti reperti fanno parte integrante dell'abbigliamento popolare (bottoni, spille, catene); altri sono oggetti d'ornamento della persona (orecchini, pendenti, anelli); altri ancora sono amuleti, ex voto e oggetti di devozione (rosari, reliquiari, medaglie, croci). Diverse sono le realizzazioni tessili che costituiscono esempi di una tradizione praticata in ogni villaggio dell'isola ancora nella prima metà del Novecento e che ha costituito la base su cui si fonda la ben nota produzione artigianale attuale. Maschere facciali lignee, campanacci e pelli di pecora, rappresentano le varie manifestazioni che affondano le radici nelle vicende lontane dei popoli del Mediterraneo. Le sale dedicate a queste singolari testimonianze espongono le maschere dei "Thurpos" e dell' "Eritaju" di Orotelli, dei "Boes" e "Merdules" di Ottana e dei "Mamuthones" e "Issohadores" di Mamoiada Si possono osservare circa 60 strumenti della musica popolare sarda, insieme a diversi dispositivi e giocattoli sonori. Sono esposti numerosi oggetti lignei con lavorazione a intaglio, utensili pastorali in corno lavorato, sughero, ornamenti per buoi, cestini di fibre vegetali risalenti alla fine dell'Ottocento e ai primi anni del Novecento. Le vetrine del museo espongono infine circa cento pani tradizionali, parte della raccolta di oltre 600 varietà, gran parte delle quali ormai da tempo uscite dall'uso. Alimento base, comune a tanti popoli del Mediterraneo, il pane scandiva i ritmi della vita sarda: il succedersi delle stagioni e dei cicli lavorativi, le feste, le ricorrenze familiari liete e tristi. Essi documentano uno straordinario e diffuso complesso di abilità nella modellazione figurativa, facente parte - come il filare, il tessere, il condurre la casa – del più generale corredo di conoscenze proprio della donna sarda.
Perché è importante visitarlo Il Museo costituisce la più importante raccolta etnografica regionale stabilmente aperta al pubblico. Il numero, la qualità, la valenza estetica dei materiali esposti, i contenuti e le modalità espositive rendono irrinunciabile la visita sia per coloro che visitano la Sardegna a fini turistici sia per tutti gli studiosi di materie demoetnoantropologiche.
Servizi Esiste un servizio di visite guidate su prenotazione. Il Museo, a richiesta delle scuole, fornisce l'assistenza alla visita e la partecipazione a specifici momenti didattici in materia demoetnoantropologica. Fornisce l'assistenza ai docenti in attività seminariali e agli studenti che partecipano a corsi di specializzazione. Il Museo è collegato con la Biblioteca Specialistica dell'I.S.R.E. alla quale si accede previa richiesta scritta. È aperto il bookshop. Sono presenti alcune brevi scalinate che possono essere superate grazie all'aiuto del personale di vigilanza del Museo.
Nuoro, Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde
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