Un fine settimana a Dorgali
Data: 27/10/2005
Categoria articolo: Pierluigi Zanata consiglia...
a cura di PLZ
Sardegna. Terra superba. Regione di ottimi prodotti della natura. L’ Isola può andare fiera dei suoi pani, dei suoi pecorini, delle sue paste, dei suoi salumi, dei suoi vini, dei suoi dolci e dei suoi liquori.
Ogni paese della Sardegna ha saputo gelosamente custodire usanze, costumi ricette. In ogni angolo di questo meraviglioso, misterioso e aristocratico territorio è possibile assaggiare genuine produzioni agroalimentari.
Per questo fine settimana vi consiglio di andare a Dorgali, sicuramente il capoluogo dell’ artigianato e soprattutto del turismo della Barbagia, ma dove la millenaria tradizione agropastorale si ritrova con i suoi inconfondibili sapori nelle tavole dei ristoranti e degli agriturismi del paese, custodi di un prezioso e ricco tesoro gastronomico. Arrivarci non è difficile: da Cagliari, da Sassari, Oristano e Nuoro la strada è quasi obbligata, cioè la S.S. 131 bis, uscita Lula-Dorgali, da Olbia si puo' prendere la cosiddetta Orientale Sarda.
Per godere appieno delle bellezze naturali (grotta di Ispinigoli, grotta del Bue marino, Cala Luna, boschi di sutta e terra), di un patrimonio ambientale costituito dal mare del Golfo di Orosei, con spettacolari falesie che si buttano sul mare, le montagne del Supramonte, poter visitare i siti archeologici (menhir, domus de janas,, maestosi nuraghi, tombe dei giganti, villaggi dell’ età del bronzo, Tiscali), andare per piccole chiese campestri, o visitare la chiesa ottocentesca di Santa Caterina, con l’ altare ligneo di stile barocco spagnolo, la chiesa del Carmelo, il museo Civico Archeologico, il museo di Salvatore Fancello, giovane ceramista morto nella seconda guerra mondiale, o passeggiare nel parco comunale di Sant’ Atturia, sarebbe bene dedicare due giorni o più alla visita e soggiornare in paese o a Cala Gonone, la sua frazione marina.
Vi invito a prendere in considerazione uno dei tanti agriturismi: ‘’Iloghe’’ di Salvatore Marras e Grazia Sanna, sul Supramonte, ‘’Muristene’’ di Pantaleo Fancello, ‘’Nuraghe Mannu’’ di Mario Sale, nel Golfo di Orosei, ‘’Rifugio Gorroppu’’, di Gianfranco Mesina, sul Supramonte, ‘’Su Tiresi’’ di Andrea Mula.
Sono tutti facilmente raggiungibili, non molto distanti dal paese. In loro troverete la tradizionale ospitalità delle nostre genti e i tradizionali piatti della cucina di questi posti, dove i menù di terra e di mare sono valorizzati dalla genuinità dei prodotti utilizzati con arte e maestria.
Tra i primi piatti gli ‘’anzelottos’’, ravioli con ripieno di formaggio acido, finocchietto selvatico, bietole o menta, accompagnato da sugo di carne. Un primo antico e derivato dalla cucina povera è poi il ‘’pane frattau’’, pomodoro fresco, uova e pecorino stagionato sopra strati di pane carasau. Tra i secondi ‘’su porcheddu’’, maialino arrosto aromatizzato con foglie di mirto, ‘’su tattaliu’’, spiedini arrosto di cuore, fegato polmone alternati a fettine di lardo, il tutto avvolto da interiora, e ‘’sa cordedda’’, intestini di agnello intrecciati e cucinati arrosto.
I menù di mare assommano qualità e freschezza negli accostamenti. Quando è il periodo trovate le aragoste, le spigole del Golfo di Orosei, i capponi, cotti con le patate.
Per chi decidesse di andarci solo la domenica, in occasione di ‘’Cortes apertas’’, e volesse mangiare in ristorante consiglio l’ ‘’Ispinigoli’’ (s.s. 125 km 210, tel. 0784/95268), una cucina attenta alla tradizione e con una buona offerta di vini del luogo.
Si trova proprio a fianco dell’ omonima grotta, lunga 11 chilometri, dove al centro vi e’ la stalagmite più alta d’ Europa, trentotto metri e mezzo. Il paesaggio di straordinaria bellezza, superba vista sul golfo e sui monti della Barbagia,il fascino dei luoghi, l’ ambiente cordiale e l’ ottima cucina rendono il posto unico. I piatti sono un mix tra terra e mare. Segnalo ‘’sa cordedda’’, una zuppa di conchigliacei, ‘’maccarrones furriaos’’, gnocchi alla salvia e zafferano, gli anzelottos, il pesce alla griglia, la ‘’purpuzza de porcu’’, bocconcini di maiale al cannonau, agnello e capretto arrosto, su ordinazione.
Altro ristorante è il ‘’Colibrò’’, via Gramsci ang. Via Floris (0784/96054), in Dorgali, dove vi attendono simpatia e cordialità e dove si può gustare la tipica cucina sarda e qualche piatto di pesce.
In agriturismo e in ristorante trovate poi il prosciutto e la salsiccia locali, i formaggi, pecorini e caprini, ricotta salata, i dolci, i vini e le grappe.
Per chi vuol mangiare solo pesce può andare dal ‘’Pescatore’’, via Acqua Dolce 7, a Cala Gonone, tel. 0784/93174. E’ un locale sulla litoranea e la titolare, che sta ai fornelli, prepara fragranti , casalinghi piatti di pesce, proposti in una grande e luminosa sala-veranda.
I formaggi i vini e l’ olio di Dorgali sono prodotti di grande qualità e vale la pena lasciarsi tentare dagli acquisti, che potrebbero essere anche un gradito dono da fare agli amici per Natale.
Accanto al pecorino nelle sue varianti, consiglio la ‘’taedda’’, una provola di latte vaccino, ottima arrosto, con il miele (taedda chin mele) o con le marmellate di fico, pera, uva, limone, di cardo, la ‘’frue’’, quagliato di latte di capra o pecora, i caprini, le creme di formaggio, dolci o piccanti, le ricotte fresche e salate. Queste prelibatezze possono essere acquistate nella ‘’Cooperativa Dorgali pastori’’, in località Golloi, tel. 0784/96517.
I vini possono essere invece acquistati nella ‘’Cantina sociale’’, via Piemonte 11, tel. 0784/96143.
La locale cantina sociale sorta nel 1953 per iniziativa dei viticoltori locali, raccoglie e lavora le uve provenienti da centri della Barbagia e della Baronia, in uno dei territori più vocati alla coltivazione del cannonau, sui terreni che fanno da cornice allo splendido golfo di Orosei. Consiglio il Cannonau di Sardigna Vigna di Isalle, un rosso DOC, annata 2000, il Fuili Rosso dei Baroni Provincia di Nuoro, annata 2000, invecchiato in barrique, e il Noriolo, sempre un rosso. Da comprare anche il Filieri rosso, il bianco Cala Luna e il novello Santa Caterina. Ottime le grappe di cannonau.
Un altro prodotto tipico e genuino della tradizione agricola dorgalese e l’ olio d’ oliva, che può essere acquistato nel locale oleificio, la ‘’Soc. Cooperativa olearia dorgalese’’, via Fleming 4, tel. 0784/96522.
La tradizione dolciaria del paese è ricca di specialità che si possono acquistare nei numerosi laboratori artigiani che si affacciano nella via Lamarmora e nei vicoli del centro storico. C’ è ampia scelta, dal classico bistoccu d’ ou, alle papassinos, agli amaretti, a s’ aranzada, a su pistiddu, una crostata di pasta frolla ripiena di buccia d’ arancia e vin cotto, alle orullettas, dolci fritti spennellati di miele, tradizionali del carnevale.
La visita a Dorgali può essere poi l’ occasione per fare acquisti di prodotti artigiani quali filigrana, ceramica, tappeti, pelle, coltelli, legno, che si trovano nei laboratori artigiani nelle vie principali del paese.
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