Il ministro per le Politiche agricole ha firmato un decreto con cui stabilisce che l'utilizzo del Cannonau è riservato esclusivamente alla designazione e presentazione dei vini Doc e Docg della Regione Sardegna. Il Cannonau rappresenta il 30 per cento della superficie dedicata alla vite nell'isola.

D'ora in poi il Cannonau sarà solo sardo. Il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, ha firmato un decreto ad articolo unico con cui stabilisce che "l'utilizzo del vitigno Cannonau, nonché del sinonimo Cannonao, è riservato all'esclusiva designazione e presentazione dei vini Doc e Docg della Regione Sardegna".
Si tratta di un risultato importante che premia le richieste avanzate a suo tempo dall'Assessorato regionale dell'Agricoltura per ottenere la difesa del nome di uno dei vini simbolo della nostra Isola. Ora anche il Cannonau è compreso nell'elenco dei vitigni autoctoni stilato nel decreto del 6 marzo 1995.
L'assessore regionale dell'Agricoltura, Francesco Foddis, appare estremamente soddisfatto del provvedimento ministeriale: "È un premio alla politica sulla qualità che questa Giunta ha perseguito sin dall'inizio del suo mandato. Desidero ringraziare i rappresentanti locali del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e Igt dei vini, che hanno contribuito a raggiungere questo risultato. Nel concetto di qualità risiede la specificità delle nostre produzioni, il legame con il territorio e quindi l'identità di un popolo".
"Solo con produzioni di elevato valore qualitativo - prosegue Foddis - è possibile distinguersi ed essere competitivi nel mercato. Il nome Cannonau, da adesso in poi, avrà un legame indissolubile con i vini protetti a livello comunitario e si accompagnerà esclusivamente alle etichette Doc e Docg della Sardegna, rendendo vani i tentativi di chi potrebbe utilizzarlo per vini che di sardo non hanno nulla".
Il Cannonau rappresenta il 30 per cento della superficie dedicata alla vite in Sardegna: occupa complessivamente circa 7.500 ettari, concentrati per oltre il 70 per cento nelle province di Nuoro e Ogliastra. Il vino si caratterizza per una finezza tipica e particolare di gusto e profumo, variabile da zona a zona. Di colore rosso intenso, si presenta con una buona struttura e con sensazioni gusto olfattive che ricordano, nelle diverse espressioni, fiori o frutti rossi, freschi, che virano verso note più mature di confettura e calde sfumature speziate nella tipologia riserva o liquoroso.
Il Cannonau è il vino rosso che forse più d'ogni altro richiama immediatamente alla memoria la Sardegna, le sue antiche tradizioni e la sua accogliente ospitalità. La coltivazione del vitigno e la relativa zona Doc, è diffusa in tutta l'isola, ma trova il suo ambiente d"elezione nelle zone più interne, in particolare l’Ogliastra. Quì la Doc si articola nelle tre sottozone: Jerzu, Oliena e Capo Ferrato.
Nonostante sia considerato un vino autoctono non si conoscono con certezza le sue origini tuttavia, recentissimi studi ancora in corso potrebbero far ipotizzare la presenza del cannonau in terra sarda già al momento della dominazione spagnola, periodo cui storicamente si fa risalire la sua introduzione.
Il Cannonau rappresenta il trenta per cento della superficie vitata sarda e occupa una superficie complessiva di circa 7500 ettari, concentrati per oltre il 70% nella Provincia di Nuoro.
Le rese di uva non sono mai molto alte e raggiungono mediamente gli ottanta quintali a ettaro. Il vino si caratterizza per una finezza tipica e particolare di gusto e profumo, variabile da zona a zona; si presenta con una buona struttura e con sensazioni gusto olfattive che ricordano, nelle diverse espressioni, fiori o frutti rossi, freschi, che virano verso note più mature di confettura e calde sfumature speziate nella tipologia riserva o liquoroso.
DOC Cannonau di Sardegna
Vitigno
cannonau min. 90% max. 10% di altri vitigni a bacca nera raccomandati o autorizzati nella Regione Sardegna
Zona di produzione
Regione Sardegna
Sotto-denominazioni
Oliena o Nepente di Oliena
Capo Ferrato
Jerzu
Rese
max 110 q. Uva/ettaro
max. 70% in vino
Tipologia e grado alcoolico
Rosato (min.12,5°)
Rosso (min. 12,5°)
Riserva (min. 13°)
Liquoroso secco (min. 18°)
Liquoroso dolce (min. 16,0°) e con invecchiamento di almeno sei mesi in botte di rovere o castagno e min. due anni di cui almeno sei mesi in botte per la tipologia Riserva