Siamo arrivati al numero 10 di mediterranea! Dieci numeri, e per noi è una bella soddisfazione. Speriamo di aggiungerne molti altri e che i nostri lettori arrivino sempre di più a visitare questa esperienza editoriale libera, che cerca di comunicare la cultura del Mediterraneo.
Questo mese mediterranea si occupa di un tema di stretta attualità, prendendo spunto dalla recente proposta di riforma dell'attuale governo sul tema della formazione. Ci è venuta voglia di dare uno sguardo agli altri Paesi del Mediterraneo, ma anche vedere il tema della scuola attraverso le varie sezioni del sito. La scuola e la formazione sono la base della struttura sociale di ogni nazione, ancora di più oggi che abbiamo bisogno di molti strumenti per capire la realtà.
Internet, la televisione digitale, il satellite, la web tv e tutti i programmi tematici ci danno migliaia di informazioni. Una massa enorme di materiale di studio, ma che se non organizzato in un percorso non serve a creare una formazione adeguata. È difficile che uno studente possa fare da solo, anche avendo gratis tutti gli strumenti, e soprattutto riuscire a riconoscere il sapere buono da quello inventato. Ci vuole tempo e ci vuole stabilità nella scuola.
La flessibilità, che è diventato un incubo nel campo del lavoro, rischia di diventarlo anche nel campo del sapere. La conoscenza e il sapere, hanno bisogno di maestri e insegnanti stabili, sia materialmente che psicologicamente. Il mestiere di insegnante è molto delicato, si tratta di educare una persona con strumenti intellettuali che potrà poi usare da solo. Se gli strumenti sono scadenti, anche i ragionamenti lo saranno. C’è un piccolo grande film documentario che parla della scuola, quella di una periferia parigina, frequentata da studenti di molte etnie che racconta bene questa situazione precaria. La classe è solo un esempio di come funziona un scuola multietnica in un Paese europeo, da sempre considerato patria della libertà di pensiero, ma anche no..
Affrontiamo il tema poi nella sezione Economia internazionale, attraverso il bel pezzo di Paolo Sigura sui metodi di valutazione in “Educazione e sviluppo: analisi comparata dei dati del Programme for International Student Assessment”, poi col pezzo Riforme e controriforme della scuola italiana duro ed efficace di Claudia Zedda.
Ancora il pezzo bellissimo di Sara Palmas sulla scuola d’arte del Bisso, con l’intervista al maistu de pannu, (maestro di tessuto) Chiara Vigo.
Per le scuole di sapori possiamo leggere il pezzo di Ivano Steri, e invece per i piatti che hanno fatto scuola il pezzo di Silvia Bertolla, la nuova redattrice sanremese con il “Pesto: una ricetta che ha fatto scuola”.
Un libro importante ce lo consiglia la nostra Rosaria Di Prata, storica collaboratrice di mediterranea, che parla di un tema difficile, ossia l’educazione religiosa in Il coraggio di cambiare la storia.
E come non sognare, leggendo della mitica nave scuola Amerigo Vespucci, che da molti anni solca i mari del Mediterraneo. L’articolo è a firma di Lino Mazziotto, che ha proposto di Imparare navigando o invece rimanere sconcertati da certe situazioni delle nostre grandi metropoli che riguardano i bambini come ne La musica che educa a vivere
E poi molti racconti che parlano di scuola in Storie meridiane: formazione in Italia con Tommaso Palmieri con Sviluppi educativi nel Mediterraneo, e il pezzo forte della giornalista Cristina Giudice che scrive sull’Egitto e su quel sistema scolastico, con La scuola che ruba i sogni. Uno scenario molto difficile, stranamente molto americano. Un mondo che da noi sta arrivando, sperando che sia un futuro molto remoto.